Amarcord di una notte Riccionese – Visita al Pepe

 

 

 

La visita al Pepenero, non è solo una visita a un locale… è entrare in un modo e in un’atmosfera… in una storia!

Riccione. Sono le nove della sera di un giorno d’estate. Una sera d’estate come tante a Riccione… perché Riccione E’ L’ESTATE. E’ come dire “flamenco” e non pensare alla Spagna… io quando penso all’estate penso a Riccione… alla spiaggia, gli ombrelloni, le piadine, l’Acquafan… la Pensione Cesira, con la stanza costruita sul perimetro del letto, il bagno in fondo al corridoio, e la bottiglia d’acqua da finire del giorno prima, con numero della stanza scritto sopra… e poi le vasche in Viale Ceccarini per cercare di portare le ragazze in discoteca… ecco stavo dimenticando… le discoteche!!!
Come si vede non ho accennato al mare… ma come si sa, a Riccione il mare fa solo da ornamento….

Questi sono i ricordi che mi balenano nella mente, tutti in un colpo, appena appoggio il piede sull’asfalto di Piazzale Azzarita… e guardo verso il mare, stupito come un bambino che lo vede per la prima volta.
Avevo 18 anni quando facevo quelle cose. Erano gli anni ’90 e c’era ancora il Festivalbar.

Un borbottio interrompe questa melanconica sequenza, e questo mi fa ricordare che ho guidato per quasi 3 ore senza sosta. Poi un persistente profumo di pesce fritto, completa l’opera, e così mi ritrovo un minuto dopo, seduto ad un tavolo di fronte al mare.

Informazione di servizio. Dal piazzale del Pepe, guardando il mare… se hai l’American Express Oro, vai a destra… si mangia bene e fanno un’ottima maionese fatta a mano  …se invece hai solo degli spiccioli o al massimo una postepay, allora vai a sinistra… si mangia altrettanto bene… la maionese non l’ho assaggiata quindi non vi so dire… comunque il resto è ok

Aspetto il mio piatto di pasta ai frutti di mare, mi accendo una sigaretta… nel tavolo vicino al mio arrivano tre amici con qualche annetto in più di me… tutti abbronzati e tirati a lucido, con camicia abbondantemente sbottonata e lasciata fuori dai pantaloni bianchi… e mocassini chiari all’ultima moda, rigorosamente senza calze… quindi… aspetto molto giovanile, forse più del mio… di quelli che “l’età è quella che uno ha dentro, e non quella della carta d’identità… e quindi… a me piace ancora la gnocca!!!

L’accento è rigorosamente romagnolo, e uno di loro in particolare, sembra appena uscito da un film di Fellini.
Quest’ultimo mi prende in “simpatia” in quanto gli faccio scoprire una cosa, in quel momento, importantissima e di vitale importanza… ebbe si, in quel ristorante si può… fumare!!!…per forza, siamo all’aperto!!! (però, come ci tiene lui a precisare, “a San Marino non si può in macchina, se stai guidando…”)

Comunque, superato il problema tabacco, il mio nuovo “amico” passa subito a un altro argomento… quale sarà??? …eh, ma la GNOCCA naturalmente!!! 
Da lui mi aspetterei storie di sesso in spiaggia con tedesche, svedesi… o mogli in vacanza senza i mariti… esperienze sulla “legge della maniglia“… prima la madre e poi la figlia… storie così insomma… di quelle che si vedevano nei film di Gigi e Andrea.

E invece dalla sua bocca sento uscire per la prima volta una parola… “PEPERINE”.
Gli vengono quasi le lacrime agli occhi quando la pronuncia… “ah… le PEPERINE…”
Faccio finta di non sapere nulla, e lui impettito come un lupo di mare, mi spiega come funzionano il Locali di Lap Dance.

Nel frattempo, sono già arrivato al caffè… vorrei rimanere ancora li ad ascoltare tutti gli aneddoti del mio nuovo “amico” … ma qualcosa mi chiama… non so cosa, e non m’interessa in quel momento, ma saluto cordialmente, ringrazio sentitamente, pago il conto e… me ne vado fuori dalle palle. 

Il Pepe è ancora chiuso… e allora vado a fare una passeggiata in Via Dante.
Sono solo, tranquillo e felice di essere tutto questo… guardo le famiglie che passeggiano con orde di ragazzini, passeggini alla mano, e monetine da inserire nelle giostrine di strada… e poi la fila per prendere il trenino… e il gelato che sgocciola… diventerò mai come loro?! mi chiedo… non so…in fondo in fondo non mi dispiacerebbe… ma in quel momento niente di tutto questo è nei mie pensieri… c’è solo una tranquilla felicità, per il mio stato momentaneo di assoluta libertà.

E comunque, anche in quel contesto “famigliare”, c’è sempre quella parola… che continua aleggiare nell’aria… “Peperine”.
La dicono le mogli ai mariti, in senso di sfida… e i mariti alle mogli, come minaccia… “ caro… stasera allora vai a salutare le Peperine?”…”Certo cara, vuoi venire anche tu?!”.
Desideri mal celati. In realtà tutti e due, nonostante i passeggini, i gelati e le salviette stese ad asciugare sul terrazzo dell’albergo… morirebbero dalla voglia di mettere in naso dentro, per vedere cosa succede dietro a quella porta…

Finalmente la riunione è finita, e il locale apre.
Che cosa posso dire del Pepenero che non sia già stato detto?!… ben poco credo.
Locale bello, spazioso, energico… buona musica e atmosfera coinvolgente.
Ragazze tante… ma tante, tante… difficile poterle vedere tutte. L’unica è concentrarti su una, accomodarti nel suo sguardo, e non pensare più a nient’altro…
…e a me è andata bene direi… si chiama Cristina… ma non penso sia stata solo fortuna… …e qui, finisce la mia storia…

Si ringrazia l’utente Monello72 del sito Mondo Lap Dance

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